Tutto quello che scrivo è solo frutto della mia perfida...ehm volevo dire fervida fantasia.
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Chi sono
Un bicchiere mezzo pieno.
Ama te stesso e osserva.
Senza libertà non c'è amore.
Extrat. – Be’ sì che prendiamo? Come si dice…..non mi viene la parola….
Cam. – Mi descriva il piatto….
Extrat. - Quella cosa con tutte verdure….
Cam. - Cruditè?
Extrat. Sì, ecco….finocchi, sedani…….
Cam. – Ve le porto in pinzimonio?
Extrat. – Pinzimonio, sì……
Cam. – Non so se mi posso permettere? Sapete come si chiama a Roma il pinzimonio?
Extrat. - ……..
Cam. – Vabbe’, lasciamo perdere…. Non è il caso…..Ve lo porto subito…..
Rom. - Si chiama “Cazzimperio”, se po’ dì’, se po’ dì…..tranquillo….
I signori sono qui…… per questo….
Con cazzimperio (o anche Zalimperio, o Cacimperio) si indica una miscela di olio, sale e pepe nella quale si intingono le verdure crude (carote, finocchi, sedani, ravanelli); è equivalente al termine pinzimonio.
Può anche indicare una specie di fonduta a base di formaggio.
Il termine cazzimperio è prettamente romano (anche se in alcuni vocabolari viene genericamente indicato come "meridionale"), e viene citato già dal Belli in un sonetto del 1804 ed in una poesia del 1942 di Trilussa, con i versi:
« E, lì, se tinse er grugno de carbone,
se messe una giaccaccia e serio serio
agnede all'osteria der Cazzimperio
framezzo a li gregari de Nerone ».
Il termine potrebbe derivare dall’italiano arcaico "cazza", il cui significato è quello di mestolo, arnese degli alchimisti.