Da bambina e da giovanetta mi chiamavano “scrocchiazzeppi” per via della magrezza dovuta ad una scarsa considerazione del cibo sia come nutrimento che come piacere. Trangugiavo il necessario e poi via, presa dalle molteplici attività che mi tenevano lontana dalla buona tavola.
Arrivò l’Amore e cominciai ad apprezzare cibo e sesso in egual misura. Mi arrotondai. Non che si notasse troppo per la verità: i centimetri verticali e un’accorta scelta dell’abbigliamento mascheravano il dislivello tra la vita e i fianchi, luogo dove si accumulavano tutti i miei peccati di gola.
Corsi ai ripari e cominciò la stagione dei massaggi e la lunga serie di iscrizioni in palestra (mai andata oltre il mese di frequentazione). A quarantanni ho detto basta. Se quello che siamo diventati nell’età cosiddetta matura è il risultato del nostro vissuto, perché il corpo dovrebbe essere quello di un bipede più giovane?
Fanculo.
Abbiamo trasmesso: la giustificazione per aver mangiato nell’arco di una giornata una forma intera di camembert omaggiatami dalla Straselvatica appena tornata da Parigi. Tiè!
El Hueso - Joe Cuba