Tutto quello che scrivo è solo frutto della mia perfida...ehm volevo dire fervida fantasia.
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Chi sono
Un bicchiere mezzo pieno.
Ama te stesso e osserva.
Senza libertà non c'è amore.
Ieri ho avuto un intenso momento di felicità. Grazie a Facebook ho ritrovato S.
Dieci anni fa S. aveva anticipato i tempi e le scelte di molti giovani italiani e si era trasferito a Barcellona per lavoro. Ci eravamo persi di vista per tutti questi anni.
S. è stato il mio primo patner di ballo, parliamo di 15 anni anni fa. All’epoca decisi che la passione per il ballo era talmente forte che mi iscrissi ad un corso di salsa allo Ials. Nessuno dei miei amici di allora volle condividere con me quella esperienza. Là conobbi S. e insieme decidemmo di mollare la salsa cubana e di cambiare scuola. Cominciammo a studiare salsa portoricana. Una sera a scuola, una sera a ballare e una sera a provare a casa mia o a casa sua. Ci siamo pure esibiti un paio di volte. Insomma ieri sera mi sono emozionata un po’ per questo “ritrovamento”, ho brindato da sola e mi è venuto un sorriso da parte a parte come quello che ho in questa foto con lui.
Dopo un attimo ho realizzato che non c’era nessuno a cui potevo dirla una cosa così. Ma se una gioia non la puoi condividere con qualcuno che senso ha.
Perciò oggi la scrivo qua.
Ieri ho visto l’ultimo film di Woody Allen dall’orrido titolo “Vicky Cristina Barcelona”. Be’, come direbbe il signor G. il film era una puzzetta in confronto a “Match Point”. Però dormendoci sopra ho elaborato che si tratta dell’ennesima furbata del grande Allen perché in realtà è un film densissimo.
Inoltre Woody con questo film sancisce la fine di un amore: il suo per l’Europa.
Tre i filoni di lettura:
- marketing
- tipologie umane e relazioni amorose
- delusione
Intanto si tratta palesemente di una operazione di marketing per mostrare le bellezze di Barcellona e dintorni, magari per invogliare i recalcitranti americani a tornare da queste parti in vacanza. Non mi meraviglierei se scoprissi che il Ministero del Turismo spagnolo ha dato il suo contributo. Ma questa è la parte meno interessante e noi lo sappiamo già che Barcellona è fantastica.
Ma veniamo al secondo punto, molto più intrigante. Il film è un libro di psicologia per immagini. I personaggi vengono presentati da una voce narrante che ne elenca le caratteristiche, sono tipologie umane o meglio topolini sottoposti all’esperimento: se A incontra B, che cosa succede? E se lo incontra a X?
Due giovani americane vanno in vacanza a Barcellona: Vicky, la bruna è una “donna col filtro”. Ha interessi e passioni che la incuriosiscono, ma non si lascia soggiogare definitivamente da nulla. Cristina è una “donna senza filtro”, a lei basta poco per buttarsi, ma non sa ancora bene che fare della sua vita, acchiappa quello che trova perché “ogni lasciata è persa”.
Le due donne incontrano Juan Antonio, un artista appena abbandonato dalla moglie, artista anche lei. La loro relazione è burrascosa, fatta di litigi e atti violenti. Lui ha lo sguardo da automa, è disarmante. Ha un talento mediocre, deve il successo alla sua ex, ma non gli piace ammetterlo. In realtà un talento vero ce l’ha: è perfettamente in grado di portarsi a letto tutte le donne che incontra, è un “uomo passepartout”, uno che ha sempre la chiave giusta e tanta pazienza.
Infatti conquista le due donne. Dapprima Vicky, tanto da farla innamorare e farle crollare il suo castello di certezze con il suo americanotto tutto concentrato sui televisori al plasma e su “quanto sarebbe bello far arredare la nostra casa all’architetto xxxx” . Lei lo sposerà comunque perché nel frattempo lui la raggiunge prima che sia troppo tardi, forse nasando a distanza le spiacevoli novità.
Juan Antonio si concentra allora su Cristina e tutto sembra procedere per il meglio. Ma arriva la ex moglie (una superlativa Penelope Cruz), reduce da un tentativo di suicidio e lui che “è tanto buono” l’accoglie in casa. Comincia l’inferno fino a quando la ex moglie si accorge del talento artistico per la fotografia dell’americanina e così la sprona proprio come fece con Juan Antonio. I tre sperimentano le alchimie: due donne e un uomo, due donne, un uomo e una donna e il/la terza a origliare nell’altra stanza. Ci manca solo che l’ex isterica (Penelope) si metta a cantare “il triangolo no, non lo avevo considerato” per annunciare ai suoi discepoli che questa soluzione a tre è proprio quello che ci vuole per essere tutti felici. Solo che ha fatto i conti senza l’host perché l’americanina che fin qui ha sopportato la situazione decide che non è questo quello che lei vuole e quindi annuncia il suo “come back home”, facendo ripiombare la coppia nel cupo clima di reciproca isteria.
Juan Antonio abbandonato dall'isterica cerca Vicky, perchè uno così da solo non ci sa stare. Lei sta per partire e valuta la possibilità di concedersi la scappatella finale. Sul più bello arriva la pazza con la pistola e nella colluttazione Vicky si ferisce. A quel punto si sveglia dal suo sogno romantico e urlando: “Siete due pazzi!”, scappa via.
Insomma, sentimentalmente parlando stanno tutti cercando di metterci una pezza, di riempire un vuoto, di lenire un dolore, un bisogno usando qualcun altro. Ma c’è una differenza e arriviamo al terzo punto.
La delusione. Woody si è disamorato dell’Europa. L’Europa è rappresentata dal padre di Juan Antonio, un uomo che scrive poesie, ma non le pubblica perché il mondo non se lo merita. Ammazza che furbo!
Juan Antonio e la sua ex moglie non sono capaci di scrivere i titoli di coda del loro film, sono incapaci di lasciarsi pur continuando a farsi del male. Insomma da queste parti siamo poco inclini a lottare per affermarci o a disfarci di ciò che non ci piace o ci fa male. Noi conserviamo tutto, mentre lì in America costruiscono, consumano e distruggono per ricostruire. Ma pure questo non va bene a Woody, forse lui è venuto da queste parti per imparare a conservare. Come la zia di Vicky che ospita le due ragazze. Lei abita a Barcellona da anni e malgrado coltivi una passioncella romantica il marito se lo tiene stretto, se fosse rimasta in America avrebbe certamente divorziato.
Allora l’opportunismo non è più una parolaccia.
Perciò saltato in aria il vecchio grattacielo Bush, costruiamo Obama (il sogno), ma ci vuole anche McCain che in fondo è una brava persona.
Woody comes back home con le sue due protagoniste, americane e opportuniste.
Cristina ha scoperto il suo talento per la fotografia e forse lo metterà a frutto e Vicky avrà materia per sopportare il suo menage tranquillino e rassicurante. La sua vena romantica è stata appagata, sognerà Juan Antonio per tutta la vita, ma al calduccio della sua ricca casetta ben arredata.
E il “new deal sentimentale americano” risuona nella frase del film:
“Solo l’amore inappagato sarà per sempre romantico”. Però serve pure quello, vero Woody?
Metteteci una pezza, se potete.
P.s. Se avete visto il film, mi dite a quale dei personaggi vi sentite più simile?