Tutto quello che scrivo è solo frutto della mia perfida...ehm volevo dire fervida fantasia.
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Chi sono
Un bicchiere mezzo pieno.
Ama te stesso e osserva.
Senza libertà non c'è amore.
1 – Ho un amico che mi è molto caro, di quelli che sanno starti vicino nei momenti difficili con delicatezza e affetto. Fa parte anche lui della mia famiglia allargata che si tiene su solo con la voglia di volersi bene. Lui ha scelto di essere gay semplicemente, senza ostentazioni o proclami. Si autodefinisce un "eterorepresso".
Mi ha detto: “Quest’anno, però, ci vado al Gay Pride, perché l’aria che tira non mi piace per niente”.
Vengo anch’io gli ho detto e ieri sono andata. Abbiamo sfilato insieme accanto al carro dei suoi amici, gli “Indecororsi”.
E’ stato bello. Io sono “proud” di te.
2 – La miglior risposta a chi ancora ce la mena con “l’invidia del pene” l’ho trovata su “I monologhi della vagina”. E’ una citazione tratta da “Woman” di Nathalie Angier:
“La clitoride ha uno scopo puro. E’ l’unico organo del corpo umano designato esclusivamente al piacere. E’ solo un fascio di nervi, per la precisione ottomila fibre nervose: la più alta concentrazione di fibre nervose di tutto il corpo, compresi i polpastrelli, le labbra e la lingua, e due volte….due volte superiore a quella presente nel pene.
Chi ha bisogno di una rivoltella, quando ha a disposizione una semiautomatica?”
3 - Ho letto da qualche parte che gli uomini spesso dicono bugie perché non hanno voglia di dare troppe spiegazioni.
Ma chi ne vuole troppe. Basta una!
4 – Ci sono bambini che hanno genitori distratti, assenti o poco affettuosi. Per avere l’ amore e l’ attenzione dei loro genitori questi bambini hanno due possibilità: fare qualunque cosa per compiacerli oppure diventare “monelli”.
Li sfidano: dovrai occuparti di me perché “io divento come tu mi vuoi” oppure “perché non sono come tu mi vuoi”.
Nel primo caso ottengono l’ attenzione attraverso la loro capacità di gratificare le aspettative dei genitori e nel secondo attraverso sberle ed umiliazioni. Da grandi si cercheranno patners che sapranno “accettare questa sfida” e se troveranno qualcuno che li ama così come sono senza chiedergli niente se non di essere contraccambiati, si stancheranno presto.
5- Qualche anno fa parlavo di me come di un’acquasantiera a secco. Un’amica mi fece notare che tutto le sembravo tranne che un’acquasantiera.
“Rifletti – mi disse – un’acquasantiera è un oggetto immobile che sta sempre nello stesso posto. Quando è vuota c’è qualcuno che la riempie sempre. Quando è piena tutti ci mettono le mani. Conosce solo persone che si avvicinano a lei e il panorama a sua disposizione è piuttosto monotono. Tu assomigli piuttosto a una locomotiva”.
Lì per lì mi piacque.
E’ vero, io sono sempre stata una locomotiva, ma in verità non è più bello che essere un’acquasantiera.
Le locomotive devono essere forti e tutti le ammirano,
sono il pezzo più bello e pregiato nelle collezioni dei trenini,
vanno dappertutto e in teoria possono girare il mondo.
Ma hanno la strada segnata: un binario che qualcun altro ha costruito.
Se viene loro la voglia di andare dove non ci sono binari, non possono.
Un vagone senza la locomotiva non va da nessuna parte e una locomotiva non può far altro che trascinarli i vagoni: uno, due, cinque, dieci. Finchè ce la fa. E’ il prezzo che deve pagare per correre e vedere il mondo.
Ho comprato una macchina da rally, capace di andare dappertutto. Non è tanto bella, ma è solida. Può andare ovunque e dove non mi porta lei ci posso andare a piedi da sola.
La posso abbellire con le decalcomanie, alle macchine da rally è concesso.
Può ospitare poche persone. Al massimo tre. Le due che stanno dietro possono godersi il panorama, le scarrozzo volentieri.
Chi vuole stare davanti con me deve:
fare cassa comune per comprare la benzina e fare la dovuta manutenzione,
essere in grado di alternarsi alla guida,
proporre itinerari,
fare il navigatore,
saper parlare, stare zitto e cantare,
ascoltare la musica,
farmi riposare,
non avere l'ansia di arrivare (tanto quando si arriva poi si riparte),
ridere quando buchiamo una gomma e passarmi il crick
mangiare senza sbriciolare, oppure raccogliere le briciole,
saper chiedere informazioni,
fidarsi della mia guida.
Era sabato. La fredda pioggia aveva lasciato posto al sole. L'acqua andava per l'orto di Bandolim. L'allodola aveva ripreso a cinguettare felice verso il sol dell'avvenire. Persino l'avventura di affrontare il supermercato di sabato era vissuto con stoico eroismo. Eppure......
Cassiera. Signora vuole aderire alla iniziativa "Diritto di Poppata"........
Bandolim. Scusi?
C. Sì, lei versa un euro per aiutare quelle mamme che non possono allattare i loro bambini...
B. Scusi, ma in che modo le aiuterei?
C. Be', con il suo euro l'associazione XXXX compra il latte artificiale per il diritto
alla poppata.....
B. Mi perdoni, lo so che lei non c'entra niente....... Wooooom............. Ed ecco che con tre giravolte B.si trasforma in RaddrizzaBanane, i clienti del supermercato ammirano l'eroico travestimento: un costumino da banana dritta e fiera che arringa l'ignara commessa.
C. Mi dica!
B.RB. Scusi, dov'è il direttore?
C. Al momento non c'è....
B.RB. Senta, gli dica che se proprio dovete sostenere il "diritto alla poppata",
sostenete la banca del latte materno e non le multinazionali che producono
il latte artificiale......
C. Ehm, sì.....
B.RB. Ma lo sa che in Africa la multinazionale XXXXX ha fatto morire un sacco di
bambini con questa storia del latte artificiale......perchè lo sa che in Africa
l'acqua per allungare il latte non sempre è potabile.......
C. Sì, certo.......ma.....
B.RB. Guardi torno lunedì e parlo con un responsabile.
C. Sì è meglio, mi sta intralciando la fila..................
B.RB. Guardi che se mi ci metto ve la intralcio tutti i giorni, ve la............