Tutto quello che scrivo è solo frutto della mia perfida...ehm volevo dire fervida fantasia.
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Chi sono
Un bicchiere mezzo pieno.
Ama te stesso e osserva.
Senza libertà non c'è amore.
Grande serata ieri. La mia amica P., la ex-moglie del fuco attualmente fidanzata felice di un baldo giovane, mi ha portato a cena in un posto molto bello sul lago. Pappa buona e compagnia fantastica. Io e lei a chiacchierare dei fatti nostri tutta la sera. A voler riassumere ci sarebbe materia per dieci post. E’ incredibile come possa essere denso il tempo con alcune persone. Tra l’altro, posso perdere di vista P. anche per anni, ma quando ci ritroviamo è come se avessimo smesso di vederci il giorno prima. Mi ha portato un libro sul "wabi-sabi", una roba giapponese che devo approfondire.
P. è una donna molto creativa: disegna, dipinge, crea oggetti con la ceramica. Per me che non so tenere una matita in mano è un piacere sentirla parlare di arte. Abbiamo parlato di sogni, di lavoro, di figli e mi ha raccontato le peripezie del suo weekend degne di un film di Almodovar, materia di un prossimo post.
E così tra sms in andata e ritorno abbiamo festeggiato i nostri compleanni parlando anche di uomini, ovviamente. E ci siamo raccontante le bugie che dicono gli uomini quando si concedono degli “extra” e come diventino delle lumache che lasciano scie o Pollicini sbriciolanti mollichelle.
Abbiamo riso tanto e riflettuto: in fondo gli uomini vogliono essere scoperti, buona parte del gusto nel tradire sta proprio lì. La famosa barzelletta del naufrago che si “intrattiene” con Claudia Shiffer spiega più di un trattato di psicologia.
Barzelletta:
Una nave da crociera affonda e sopravvivono su un’isola deserta un uomo qualunque e Claudia Shiffer. Passa qualche giorno e lei, consapevole che dovranno restare lì per un bel po’, finalmente cede. Lui è felice, mai avrebbe immaginato di avere un’opportunità del genere. Dopo una settimana in stile “Laguna Blu”, lui comincia ad essere depresso. Lei non si da pace.
Ma come – pensa – sono Claudia Shiffer, mica una sora Cecioni qualsiasi.
Così gli chiede il perché della sua tristezza. Lui nicchia e comincia a dirle che avrebbe bisogno di qualche diversivo. Lei pensa a qualche gioco erotico e vuole accontentarlo. Allora lui le chiede di indossare prima il suo cappello, poi i suoi pantaloni, le mutande, la camicia, le chiede di disegnarsi un paio di baffi e di mettersi i capelli sotto il cappello. Poi la guarda e con un sorriso a trentadue denti ulula: “A Mario, me so’ scopato Claudia Shiffer”.