Tutto quello che scrivo è solo frutto della mia perfida...ehm volevo dire fervida fantasia.
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Chi sono
Un bicchiere mezzo pieno.
Ama te stesso e osserva.
Senza libertà non c'è amore.
In Italia ogni tre giorni una donna viene uccisa. Non dal rumeno di turno, ma a scelta dal fidanzato, marito, amico, amante o da un ex appartenente ad una delle categorie già menzionate.
Se alla schiera delle assassinate si aggiungono poi quella delle picchiate e quella delle violate mi domando: se non è emergenza questa, allora che cos’è?
“Amore criminale” è un programma in onda il lunedì sera su Raitre e racconta le storie di queste donne, che sono tutte incredibilmente uguali. Il copione è sempre lo stesso. Lui è tanto dolce e poi diventa violento, lei finisce in ospedale e non lo denuncia. Lui le chiede perdono e lei gli crede e così in un loop all’infinito che termina con la morte o con l’auto-liberazione della vittima.
Ieri parlavo con un amico, si rifletteva di amore, rapporti di potere e di dipendenza.
Si diceva che in tutte le relazioni cova un lato oscuro e doloroso. Si diceva che gli uomini come le donne fanno uso del potere affettivo/sessuale suscitato nel patner. In genere però le donne pagano un prezzo esageratamente alto in questo gioco di relazione.
Nell’ultima puntata di “Amore Criminale” parlava una donna che si era salvata dal suo aguzzino. Ad un certo punto raccontava di sua madre e di come era stata capace di mettere alla porta il marito violento, ovvero suo padre. Se non avesse avuto l’esempio di sua madre, forse non ce l’avrebbe fatta a liberarsi.
E’ inevitabile: il comportamento affettivo/sessuale nell’età adulta è il frutto del nostro background relazionale.
La dipendenza nasce sempre da un disagio e dalla scarsa autostima. Noi siamo da sempre abituate a pensare che se non riceviamo attenzione e amore è solo perché “non siamo abbastanza brave a….” e quindi se gli uomini mentono, ci maltrattano, ci umiliano, ci picchiano, ci violentano….”be’ un po’ ce lo siamo meritato”. Per la verità siamo tutte a rischio, anche quelle che pensano di avere acquisito gli strumenti mentali e psicologici adatti per affrontare questa debolezza.
Tornando al mio amico, gli ho chiesto che cosa è per lui l’amore. Mi ha risposto: “E’ un sentimento non corrisposto, una fantasia che non si avvera”.
Per spiegare il mio pensiero uso la frase:
“Chi non mi ama, non mi merita”
e la cambio in
“Chi mi ha amato e non mi ama più seppur da me ancora amato, non mi merita”
P.s. Dato che questo blog sta esercitando un po’ troppo potere su di me, mi prendo una vacanza.
Ciao a tutti!
- Ciao, sono Bandolim....
- Bandolim? Che piacere sentirti! Aspetta.... richiamami che
mi do' una pettinata.......
- Ma dai smettila, come stai?
- Bene, e tu?
- Bene, bene, grazie! Bla..... Bla...... Bla.....
- Come mai questa chiamata?
- Ho bisogno di chiederti un consiglio.......Vorrei incontrarti, se possibile.
- Certo, con piacere, facciamo XXXXXX?
- XXXXXX va bene...ciao..
- Ciao......
Il giorno XXXXX ci incontriamo nel suo ufficio. Più che un ufficio sembra
un magazzino. Mi apre la porta, è da solo. Saluti. Mi porta in una stanza disordinata, dove c'è una scrivania enorme piena
di carta ammonticchiata. Mi tolgo il cappotto, la temperatura è decente.
Ci sediamo uno di fronte all'altra.
- Ti confesso che sono un po' in imbarazzo...
- Be' non ti preoccupare ci separano due metri di scrivania, cosa vuoi che succeda......
Mi dice e mi ripete più volte che è felice. Mi mostra la foto della moglie e dei figli. Faccio altrettanto. Seguono 45 minuti di bla, bla, bla: riassunto dei 15 anni passati. Parliamo anche della possibilità che lui possa aiutarmi per il lavoro, il motivo per il quale sono lì. E'ben felice di farlo. Legge il curriculum e poi...
- E la musica brasiliana, la ascolti ancora?
- Sì certo, adesso mi appassiona anche il latin jazz......
- Sai, lo devo a te se ho cominciato ad apprezzare questa musica.........
- Sono contenta......
- E poi mi ricordo tante cose, sai...... la casa dove abitavi, la musica
che ascoltavamo, le cenette e poi il picnic che facemmo quella notte
sul lago dietro alla mia station wagon.......
Quella volta pensai: che donna meravigliosa!...........
- (Arrossisco) Be', Ti ringrazio...........(Così meravigliosa che mi lasciasti, ubi maior......
vabbe' t'ho perdonato)
Usciamo insieme, chiude la porta e guardandomi......
- Hai sempre una pelle bellissima...
- Be' questo non è merito mio, l'ho ereditata da mia madre......
Siamo all'ultimo piano. Prendiamo l'ascensore, piuttosto stretto. Arriviamo all'altezza del terzo piano.
- (Imbarazzato) Meno male che siamo quasi arrivati....
- Già, meno male...(Forse si ricorda che il primo bacio ce lo siamo dato proprio
in una ascensore stretto come questo)
In strada ci separiamo. L'ultimo mio gesto: una pacca sulla spalla.......
Odio la ginnastica. Non ho mai capito quelli o quelle che passano le ore a scaldare e intostare muscoli. Ore e ore di esercizi faticosi e sempre uguali, incitati dalle urla dei trainer: "Su, forza, su le ginocchia, stringi i glutei, via stà pancia, tira su le braccia....".
Il supplizio è pure accompagnato da musiche forsennate e martellanti buone solo per stordire e spappolare i timpani.
Però, per anni, ad ogni autunno il severo sguardo sul mio corpicciolo mi aveva fatto capitolare e così avevo attraversato corsi di ginnastica dolce e amara, ginnastica in acqua, aerobica, g.a.g., spinning e tutto quello che il mercato del corpo tonico potesse offrire. Mi sono salvata solo dal pilates perchè , ad un certo punto, ho cominciato ad evitare gli specchi in autunno e ripassandoci davanti a dicembre inoltrato mi dicevo: "ma che ti vuoi iscrivere adesso? ormai l'anno è cominciato!"
Oltretutto miei buoni proposito cadevano rovinosamente sui pavimenti di linoleum più o meno alla terza lezione. Ero diventata la migliore cliente di tutte le palestre della zona che potevano contare sui miei soldi per l'iscrizione e per il primo mese.
Per me muovere il corpo senza comunicare è una perdita di tempo. Perciò se devo stroncarmi il respiro, piegarmi in due per il mal di schiena, dolermi per l'acido lattico preferisco farlo per ballare e per ballare la SALSA. Il ballo è un'attività sportiva se praticata con continuità, in più ballare è comunicare. E' un esercizio di comprensione reciproca tra uomini e donne. L'uomo deve imparare a condurre (attenzione: non comandare!) deve saper comunicare le sue intenzioni con lo sguardo le braccia e le mani, deve sostenere e aiutare la donna quando piroetta, deve essere capace di lasciarle lo spazio per esprimersi negli assoli. La donna si deve fidare dell'uomo. Deve saper aspettare, ma anche invitare l'uomo ad osare con figure più difficili, guardarlo dritto negli occhi per comunicare quello che desidera e capire le sue intenzioni. Ma questo sarà argomento di un prossimo post......