Tutto quello che scrivo è solo frutto della mia perfida...ehm volevo dire fervida fantasia.
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Chi sono
Un bicchiere mezzo pieno.
Ama te stesso e osserva.
Senza libertà non c'è amore.
- Mamma, Mizzi (la nostra gatta) ha fatto fuori un topolino….
- Poverino, guarda quanto è piccolo, è più lunga la coda del corpo…
- Un cucciolo di topo….
- Anche se è un topo però fa tenerezza…
- Eh mamma, questa è la vita….è la catena alimentare……
- Caspita, hai studiato scienze oggi?
- Sì, anche noi ne facciamo parte….
- Be’ a noi ci mangiano gli squali se ci avventuriamo sottacqua,
i leoni se andiamo in giro per savane….
- Ma no mamma, a noi ci mangiano i vermi quando moriamo. Da quelli mica ci possiamo difendere!
- Mamma?
- Si, tesoro…..
- Ti posso fare un complimento?
- Be’, i complimenti fanno sempre piacere……
- Allora, immagina un posto con tanti animali…..
- Praticamente uno zoo……
- Si, potrebbe essere. E io e te siamo insieme a guardare gli animali…
- Si…..
- In mezzo a loro c’è un pavone bellissimo che fa la ruota….
- Si, ti seguo, ma ancora non capisco……
- Be’, quando fa la ruota il pavone è bello, no?
- Si….
- Ecco, io sono sicuro che tutti guarderebbero te invece del pavone…….
- Sei sicuro che sia un complimento?
- Mamma?
- Yes, baby……
- Lo sai perché sono contento di stare male?
- Immagino perché così non vai a scuola….
- No, perché così mi fai il brodo di pollo…….
Perché uomini interessanti, divertenti e sessualmente stuzzicanti finiscono per accasarsi con donne blande?
Dialogo tra un uomo, Michael e una donna, Catherine tratto da “Io non dormo da sola” di Catherine Townsend, Einaudi Stile Libero
…. - Ok, sì, è successo di nuovo: la mia uscita di stasera è andata a puttane.
- Che cosa è successo sta’ volta?
- M’ha chiesto con quanti ero stata a letto e io sono stata sincera. Ti sembra un valido motivo per chiudere la serata?
- Onestamente, Cat, non vedo come la cosa possa riguardarlo.
- Ecco, è quello che penso anch’io! Ma immagino che sto solo chiedendomi quand’è che troverò un uomo che vada bene per me. Nel senso che sono una tipa in gamba, divertente e discretamente attraente……
- Credo che il problema sia più suo che tuo. Sai com’è. Avrà pensato che nella tua lista ci sarà qualcuno, da qualche parte, migliore di lui.
- Hai ragione, - ho ammesso, ripensando a quando un mio ex scoprì che una volta ero uscita con un fotografo di Manhattan semifamoso noto come “il cavallo”, e non per il suo talento equestre. Non la finiva più per tormentarmi……
- Forse gli uomini hanno paura della tua esperienza. O del fatto che tu sia un’americana esuberante e senza peli sulla lingua che porta pure i tacchi vertiginosi. Il mix è abbastanza terrorizzante......
“Femmina piccante pigghiala per amante, femmina cuciniera pigghiala pe’ mugliera” proverbio siciliano citato da Tiberio Murgia (Ferribotte) ne “I Soliti Ignoti” di Mario Monicelli
Ricevo questo link da Kairosh sul tema del tradimento nella coppia.
Io sono stata accusata a suo tempo del tradimento con il figlio. Il fatto è che ne avevo subìto uno precedente: quello con il lavoro.
Perciò è nato prima l'uovo o la gallina?
Sono una che è abituata a ricambiare.
Sono d'accordo sulla fatto che dall'innamoramento si passi all'amore.
Per questo l'amore è una faccenda rischiosa. Non ammette distrazioni, ma forse solo piccole deviazioni.
Nel senso che il corpo può anche perdersi per un momento (uno) in qualche foresta rigogliosa, ma la testa e il cuore no!
Ieri ho avuto un intenso momento di felicità. Grazie a Facebook ho ritrovato S.
Dieci anni fa S. aveva anticipato i tempi e le scelte di molti giovani italiani e si era trasferito a Barcellona per lavoro. Ci eravamo persi di vista per tutti questi anni.
S. è stato il mio primo patner di ballo, parliamo di 15 anni anni fa. All’epoca decisi che la passione per il ballo era talmente forte che mi iscrissi ad un corso di salsa allo Ials. Nessuno dei miei amici di allora volle condividere con me quella esperienza. Là conobbi S. e insieme decidemmo di mollare la salsa cubana e di cambiare scuola. Cominciammo a studiare salsa portoricana. Una sera a scuola, una sera a ballare e una sera a provare a casa mia o a casa sua. Ci siamo pure esibiti un paio di volte. Insomma ieri sera mi sono emozionata un po’ per questo “ritrovamento”, ho brindato da sola e mi è venuto un sorriso da parte a parte come quello che ho in questa foto con lui.
Dopo un attimo ho realizzato che non c’era nessuno a cui potevo dirla una cosa così. Ma se una gioia non la puoi condividere con qualcuno che senso ha.
Perciò oggi la scrivo qua.
….Era molto prima della pubertà che non abbassava la guardia e non lasciava avvicinare a se’ un’altra persona, come invece aveva fatto con Mikael Blomkvist. Lui aveva, a dirla francamente, la scomoda capacità di intrufolarsi attraverso i suoi meccanismi di difesa e di fregarla inducendola di volta in volta a parlare di faccende personali e sentimenti privati….Questo la spaventava, e la faceva sentire nuda e in balia della sua discrezione….Che cosa poteva farsene lui di lei? Probabilmente era solo un passatempo in attesa di qualcuno la cui vita non fosse una dannata schifezza. Di colpo capì che l’amore è quell’attimo in cui il cuore vorrebbe scoppiare…..
Mai in vita sua aveva provato una nostalgia così grande: voleva che Mikael Blomkvist suonasse alla sua porta e…e cosa? La sollevasse da terra, strigendola fra le braccia? Per poi trascinarla in camera da letto e strapparle di dosso tutti i vestiti? No, in realtà desiderava solo la sua compagnia. Voleva sentirgli dire che gli piaceva per quello che era. Che era qualcosa di speciale nel mondo e nella sua vita…….Allora si decise. Le occorsero ore per mobilitare il coraggio necessario, ma era costretta a incontrarlo e dirgli cosa provava. Qualsiasi altra soluzione sarebbe stata insostenibile. Aveva bisogno di un pretesto per bussare alla sua porta. Non gli aveva fatto nessun regalo di Natale, ma sapeva che cosa comprare. Da un rigattiere aveva visto una serie di cartelli pubblicitari in latta degli anni cinquanta con le figure in rilievo. Uno raffigurava Elvis Presley…….
In Hornsgatan gettò un’occhiata verso il kaffebar e ne vide uscire all’improvviso Mikael in compagnia di Erika Berger…..Il loro linguaggio del corpo non lasciava spazio ad errori di interpretazione - era evidente che cosa avevano in mente. Il dolore fu così immediato e lancinante che Lisbeth si fermò nel bel mezzo di un passo, incapace di muoversi. Una parte di lei voleva correre per raggiungerli……ma non fece nulla mentre i pensieri le passavano rapidi in testa. Analisi delle conseguenze. Alla fine si calmò. Salander sei proprio un’idiota penosa disse ad alta voce a se stessa. Girò i tacchi e si avviò nuovamente verso il suo appartamento fresco di pulizie. Quando passò da Zinkensdamm cominciava a nevicare. Elvis lo lasciò cadere dentro un cassonetto dei rifiuti.
Da “Uomini che odiano le donne” di Stieg Larsson, Marsilio